mercoledì 27 gennaio 2010

Malloni




Originali e creative, semplici, morbide e ben definite le linee di abbigliamento Malloni, ricordano a tratti le linee orientali. Spesso caratterizzate dalla sovrapposizione di tessuti e da tagli asimmetrici, ben si sposano con le calzature Ixos, marchio della stessa famiglia.

Via Santo Spirito 18

martedì 26 gennaio 2010

Pasticceria Cucchi



Pasticceria storica di Milano nata negli anni ’30, ha una tranquilla sala da tè dove gustare la freschissima pasticceria sia dolce che salata. Deliziose le frolle alla frutta mignon, ma anche la crostata ai lamponi (li riempiono di crema uno per uno e non ne dissacrano il gusto con tonnellate di gelatina!!!), i croissant e le meringhe. Ottima la cioccolata dal gusto forte e intenso, per chi non ama il cioccolato un po’ amaro meglio gustarla con la panna.

Corso Genova 1

lunedì 25 gennaio 2010

Antonioli



L’ingresso incute un po’ di soggezione e le vetrine danno solo un accenno di ciò che si può trovare all’interno. Burberry, Ann Demeulemeester, Dries Van Noten, Maison Martin Margiela, Ugo Cacciatori, solo per citare qualcuno dei designer proposti, anche sullo shop online. Stile un po' rock decisamente non convenzionale e ricercato per abbigliamento, scarpe e accessori.

Via Pasquale Paoli 1

Il dilemma



Ma quanto è bella???

In una spiaggia poco serena
camminavano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo era forse più audace
più stupido e conquistatore
la donna aveva perdonato, non senza dolore.
Il dilemma era quello di sempre
un dilemma elementare
se aveva o non aveva senso il loro amore.

In una casa a picco sul mare
vivevano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo è un animale quieto
se vive nella sua tana
la donna non si sa se ingannevole o divina.
Il dilemma rappresenta
l'equilibrio delle forze in campo
perché l'amore e il litigio sono le forme del nostro tempo.

Il loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.

Lui parlava quasi sempre
di speranza e di paura
come l'essenza della sua immagine futura.
E coltivava la sua smania
e cercava la verità
lei l'ascoltava in silenzio, lei forse ce l'aveva già.
Anche lui curiosamente
come tutti era nato da un ventre
ma purtroppo non se lo ricorda o non lo sa.

In un giorno di primavera
quando lei non lo guardava
lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova.
E ancora oggi non si sa
se era innocente come un animale
o se era come instupidito dalla vanità.
Ma stranamente lei si chiese
se non fosse un'altra volta il caso
di amare e di restar fedele al proprio sposo.

Il loro amore moriva
come quello di tutti
con le parole che ognuno sa a memoria
sapevan piangere e soffrire
ma senza dar la colpa
all'epoca o alla Storia.

Questa voglia di non lasciarsi
è difficile da giudicare
non si sa se è cosa vecchia o se fa piacere.
Ai momenti di abbandono
alternavano le fatiche
con la gran tenacia che è propria delle cose antiche.
E questo è il sunto di questa storia
per altro senza importanza
che si potrebbe chiamare appunto resistenza.

Forse il ricordo di quel Maggio
gli insegnò anche nel fallire
il senso del rigore, il culto del coraggio.
E rifiutarono decisamente
le nostre idee di libertà in amore
a questa scelta non si seppero adattare.
Non so se dire a questa nostra scelta
o a questa nostra nuova sorte
so soltanto che loro si diedero la morte.

Il loro amore moriva
come quello di tutti
non per una cosa astratta
come la famiglia
loro scelsero la morte
per una cosa vera
come la famiglia.

Io ci vorrei vedere più chiaro
rivisitare il loro percorso
le coraggiose battaglie che avevano vinto e perso.
Vorrei riuscire a penetrare
nel mistero di un uomo e una donna
nell'immenso labirinto di quel dilemma.
Forse quel gesto disperato
potrebbe anche rivelare
come il segno di qualcosa che stiamo per capire.

Il loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole avere la gente.

martedì 19 gennaio 2010

venerdì 8 gennaio 2010

Buoni propositi per godersi la vita



Chissà perché si giunge spesso al periodo natalizio distrutti e affaticati, come se tutta la stanchezza e la frenesia accumulate nell’anno si scaricassero improvvisamente sui giorni di festa, visti come un tour de force pesantissimo, che quasi si vorrebbe evitare, perdendone di vista il vero significato.
Improvvisamente poi l’arrivo del nuovo anno fa sparire, o quasi, tutta l’apatia e la pigrizia e riempie gli animi dei più di buoni propositi e di carica vitale improvvisa.
Tipicamente ci si mette a dieta, o si dice di voler cominciare un regime di pasti frugali subito dopo l’Epifania, ci si iscrive in palestra, si programmano viaggi, si pianificano nuove attività tipo iscrizioni a corsi di lingua, o di cucina (possibilmente macrobiotica visto il primo proposito), ci si impegna a voler gestire con maggiore calma e serenità le proprie giornate.
Il calore della famiglia, vera protagonista delle feste e lo stato mentale che un nuovo inizio regala, sono cioè in grado di ridare quella carica emotiva che la routine aveva tolto. Perché la stanchezza peggiore da combattere non è quella fisica, che è anzi sana, ma quella mentale, quella dell’apatia, dell’indolenza, della passività che rende inerti ed indifferenti e che se non viene tenuta sotto controllo rischia di trasformasi in un torpore difficile da scacciare. Talvolta è necessario obbligarsi ad agire, per riscoprire il piacere e l’adrenalina che il dinamismo trasmette, consentendoci di sviluppare idee e recuperare la creatività perduta, che in diversi ambiti e con manifestazioni e caratteristiche differenti ognuno può esprimere. Ci si dovrebbe impegnare quotidianamente a tenere viva la mente, la curiosità e la voglia di fare, ciascuno secondo i propri tempi. In linea teorica ogni persona dovrebbe essere spontaneamente dotata dello spirito di ricerca del piacere, del bello, ma concretamente le seccature del quotidiano possono annebbiarlo.
Dunque i miei propositi per il nuovo anno, che si manifesteranno in 1000 idee, di cui solo una minima parte sarà realizzata (ad essere ottimisti), è quello di mantenere vivo il fuoco dell’energia e l’attenzione verso le persone care, con ritmi che permettano di godere appieno di ciò che si fa e con l’obiettivo di nutrire questi intenti per tutto il nuovo anno e possibilmente oltre!!!
L’immagine associata a questa esternazione mi è sembrata in grado di trasmettere il godersi la vita!

lunedì 30 novembre 2009